I vescovi della FSSPX sono stati scomunicati – Il clero è stato dichiarato scismatico – Le confessioni non sono valide
Il decreto avverte inoltre il clero e i fedeli di non aderire allo scisma della Fraternità, precisando che ciò comporta la scomunica automatica.
Una nota esplicativa allegata precisa che tutti i tentativi, a partire da Papa Paolo VI, di riconciliare il movimento fondato dall’arcivescovo Marcel Lefebvre con la Chiesa cattolica sono falliti.
Le recenti consacrazioni episcopali contrarie alla volontà di Papa Leone XIV, si legge, «hanno costituito il reato di scisma, con le conseguenti conseguenze canoniche per i ministri sacri e i fedeli laici coinvolti».
«I ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X si trovano in stato di scisma e devono pertanto essere considerati scismatici».
Anche i fedeli laici che aderiscono formalmente alla Fraternità devono essere considerati scismatici ed escommunicati.
Il clero della FSSPX amministra «i sacramenti in modo illecito»: «Il sacramento della penitenza e i matrimoni da essi celebrati sono invalidi».
La nota aggiunge che la Chiesa accoglierà con affetto coloro che desiderano tornare alla piena comunione, mentre i Nunziatori Apostolici forniranno ai vescovi diocesani le procedure per la gestione dei singoli casi.
I fedeli sono inoltre esortati «ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale di San Pio X».
NOTA ESPLICATIVA
A partire dall’epoca di San Paolo VI fino alle più recenti discussioni tenutesi presso questo Dicastero, i numerosi tentativi di riportare gli aderenti al movimento avviato dall’arcivescovo Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati infruttuosi. Tale situazione è stata ulteriormente aggravata dalle recenti consacrazioni episcopali effettuate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre e in palese violazione del diritto canonico. Pertanto, questo Dicastero, nell’esercizio fedele delle responsabilità a esso affidate, ritiene necessario affermare che tale atto ha costituito il delitto canonico di scisma, con le relative conseguenze canoniche per i sacri ministri e i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, «tale disobbedienza — che comporta un pratico rifiuto del Primato di Roma — costituisce un atto scismatico» (cfr. Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Ecclesia Dei, n. 3).
Di conseguenza, a partire da questo momento:
I ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X si trovano in stato di scisma e devono pertanto essere considerati scismatici (cfr. Ecclesia Dei, n. 5(c); Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa sulla scomunica per scisma incorso dagli aderenti al Movimento del vescovo Marcel Lefebvre, 24 agosto 1996, nn. 5–6). Essi sono pertanto soggetti alla scomunica prevista dalla legge (can. 1364 §1 CIC).
Per quanto riguarda i fedeli laici, coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa del 1996 del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (cfr. ibid., n. 7), che rimane in vigore e che questo Dicastero adotta con la presente come propria, devono essere considerati scismatici ed scomunicati.
Infine, si avverte il santo Popolo di Dio che i sacri ministri della Fraternità Sacerdotale di San Pio X amministrano i sacramenti in modo illecito e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e i matrimoni ai quali assistono sono invalidi.
La Chiesa, come madre amorevole, accoglierà con sincero affetto e sollecitudine pastorale tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzii Apostolici forniranno le procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei vari casi.
Infine, tutti i fedeli sono esortati a rimanere saldi nella comunione con il Pontefice Romano, con i vescovi in comunione con lui e con l’intera Chiesa (cfr. Lumen Gentium, n. 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale di San Pio X.
Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026
Il Cardinale Víctor M. Fernández
Prefetto
Mons. Armando Matteo
Segretario della Sezione Dottrinale
John J. Kennedy
Arcivescovo titolare di Ossero
Segretario della Sezione Disciplinare
DECRETO
Nonostante gli avvertimenti rivolti al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale di San Pio X, il vescovo Alfonso de Galarreta, avendo commesso un atto di natura scismatica conferendo la consacrazione episcopale a quattro sacerdoti senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, ha incorso ipso facto nelle sanzioni previste dal can. 1387 e del can. 1364 §1 del Codice di Diritto Canonico (CIC) del 2021.
Di conseguenza, dichiaro, con ogni effetto giuridico, che sia il suddetto Vescovo Alfonso de Galarreta, sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier hanno incorso ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.
Dichiaro inoltre che il vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica in qualità di vescovo conconsacrante e avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, ha incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal can. 1364 §1 del Codice di Diritto Canonico del 2021.
Si avverte il clero e i fedeli laici di non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale di San Pio X, per non incorrere ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae.
Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026
Cardinale Víctor M. Fernández
Prefetto
John J. Kennedy
Arcivescovo titolare di Ossero
Segretario della Sezione Disciplinare
Mons. Armando Matteo
Segretario della Sezione dottrinale
Traduzione AI